
Proteggere i propri dispositivi dalle minacce informatiche implica sapere dove si concentrano i rischi reali. I vettori di attacco hanno cambiato natura: il phishing rimane dominante, ma le tecniche di intrusione senza file dannosi (attacchi fileless) e l’uso di strumenti già presenti sulle macchine complicano la rilevazione. Confrontare le misure di protezione in base alla loro efficacia contro ciascun tipo di minaccia consente di gerarchizzare gli sforzi invece di moltiplicare gli strumenti senza coerenza.
Efficacia comparata delle misure di protezione contro le minacce comuni
Tutte le misure di sicurezza non sono equivalenti di fronte a ciascuna categoria di attacco. La tabella qui sotto incrocia le principali minacce informatiche identificate nel 2024 con le protezioni che le neutralizzano più direttamente.
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| Minaccia | Misura più efficace | Misura complementare | Limite principale |
|---|---|---|---|
| Phishing / ingegneria sociale | Passkeys o autenticazione multifattore (MFA) | Filtraggio delle email | Non protegge se l’utente fornisce un accesso fisico |
| Ransomware | Backup offline regolari | Antivirus con rilevamento comportamentale | Backup inutile se connesso alla rete al momento dell’attacco |
| Attacco fileless (senza file) | Restrizione degli strumenti di sistema (PowerShell, WMI) | Registrazione avanzata dei processi | Un antivirus classico basato su firme non rileva nulla |
| Sfruttamento di vulnerabilità note | Aggiornamenti automatici applicati entro 48 ore | Segmentazione della rete | Le patch tardive lasciano una finestra di esposizione |
| Furto di dati su mobile | Gestione unificata dei dispositivi (MDM/UEM) | Crittografia nativa dello storage | Senze separazione tra lavoro e personale, i dati rimangono esposti |
Questa tabella mette in evidenza un punto spesso sottovalutato: un antivirus da solo copre solo una frazione delle minacce attuali. La protezione si basa su un accumulo di misure mirate, ciascuna adattata a un vettore di attacco specifico.
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Attacchi fileless: perché gli antivirus classici non sono più sufficienti
Gli attacchi fileless sfruttano componenti già installati sulla macchina (PowerShell, script WMI, macro di Office) anziché depositare un eseguibile dannoso. Nessun file sospetto appare sul disco, rendendo la rilevazione tramite firma quasi impossibile.
Questo tipo di intrusione rappresenta una sfida diretta per le suite di cybersicurezza tradizionali. Un antivirus che analizza solo i file scaricati o copiati non rileva l’attacco.
Limitare gli strumenti di sistema per ridurre la superficie di attacco
La misura più efficace consiste nel limitare l’esecuzione di PowerShell e degli script di sistema solo agli account amministratori che ne hanno bisogno. Su Windows, le politiche di gruppo (GPO) consentono di bloccare PowerShell per gli utenti standard senza influenzare il funzionamento corrente della macchina.
Attivare la registrazione avanzata dei processi (Sysmon o i registri nativi di Windows) fornisce visibilità sui comandi eseguiti. Un comportamento anomalo, come un processo PowerShell avviato da un documento Word, attiva quindi un avviso sfruttabile.
- Disattivare l’esecuzione delle macro per impostazione predefinita nei file di Office scaricati, salvo convalida esplicita da parte dell’utente
- Configurare PowerShell in modalità “Constrained Language” sui computer che non necessitano di script avanzati
- Attivare la registrazione dei blocchi di script PowerShell per tracciare i comandi sospetti in seguito
Queste misure riducono la superficie di attacco senza costi software aggiuntivi. Richiedono una configurazione iniziale, poi funzionano in modo trasparente.
Passkeys e autenticazione multifattore: cosa cambia per il phishing
Il phishing rimane il primo vettore di intrusione, poiché colpisce il collegamento umano. Le password, anche complesse, rimangono vulnerabili non appena un utente le inserisce su una pagina fraudolenta.
Le passkeys eliminano questo rischio eliminando il segreto riutilizzabile. Invece di trasmettere una password, il dispositivo genera una coppia di chiavi crittografiche legate al sito legittimo. Una pagina di phishing non può intercettare l’autenticazione, poiché la chiave privata non lascia mai il terminale.
Implementazione graduale delle passkeys nel 2024
I grandi ecosistemi (Apple, Google, Microsoft) hanno integrato il supporto nativo delle passkeys nei loro sistemi operativi. Anche i gestori di password più diffusi le supportano.
Tuttavia, molti servizi online non offrono ancora questa opzione. La strategia realistica consiste nell’attivare le passkeys ovunque sia possibile e mantenere l’autenticazione multifattore (MFA) classica, idealmente tramite applicazione TOTP piuttosto che SMS, sugli altri account.
La MFA via SMS rimane vulnerabile al SIM swapping, tecnica in cui un attaccante ottiene un duplicato della scheda SIM della vittima per ricevere i codici di verifica. Le applicazioni di autenticazione (TOTP) o le chiavi fisiche FIDO2 eliminano questo rischio.

Protezione dei dispositivi mobili: gestione MDM e separazione degli usi
Gli smartphone e i tablet concentrano sia dati professionali che personali, spesso senza separazione. La crittografia nativa dello storage, attivata per impostazione predefinita su iOS e Android, protegge i dati in caso di furto fisico. Non protegge contro un’applicazione dannosa installata volontariamente.
La gestione unificata dei dispositivi (MDM/UEM) consente di imporre regole di sicurezza a distanza: aggiornamenti forzati, lista bianca di applicazioni, cancellazione remota in caso di smarrimento. Per i professionisti, la separazione dei profili (contenitore professionale isolato dal resto del telefono) impedisce a un’app personale compromessa di accedere ai dati di lavoro.
- Attivare la crittografia completa dello storage (verificata per impostazione predefinita sui dispositivi recenti, da controllare sui modelli più vecchi)
- Installare gli aggiornamenti del sistema operativo nei giorni successivi alla loro pubblicazione, non nelle settimane
- Utilizzare un profilo di lavoro separato (Android Enterprise o Apple Business Manager) per isolare i dati professionali
- Configurare la cancellazione remota tramite la soluzione MDM dell’organizzazione o tramite le funzioni native (Trova il mio iPhone, Trova il mio dispositivo)
L’efficacia di queste misure dipende dalla loro applicazione sistematica. Un solo dispositivo non gestito in una rete professionale è sufficiente a creare un punto di ingresso sfruttabile.
La protezione dei dispositivi nel 2024 non si basa più su uno strumento unico ma su una combinazione di misure adattate a ciascun vettore di attacco. Le passkeys riducono l’esposizione al phishing, la restrizione degli strumenti di sistema blocca gli attacchi fileless e la gestione centralizzata dei dispositivi mobili colma un’area cieca che gli antivirus non coprono. Ogni strato di protezione compensa un limite del precedente.